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Pirandello e le maschere
Come sappiamo ognuno, su internet, ha la propria maschera che ci protegge, dalle cose che facciamo, dalle cose che scriviamo, dalle cose che vediamo e così via.
La maschera non è altro che una mistificazione pirandelliana, simbolo alienante, indice della spersonalizzazione e della frantumazione dell’io in identità molteplici, è una forma di adattamento in relazione al contesto e alla situazione sociale in cui si produce un determinato evento.
Dal contrasto tra la vita e la forma nasce il relativismo psicologico che si esprime in due sensi: orizzontale, ovvero nel rapporto interpersonale, e verticale, nel rapporto che una persona ha con se stessa. Gli uomini nascono liberi ma il Caso interviene nella loro vita precludendo ogni loro scelta: l’uomo nasce in una società precostituita dove ad ognuno viene assegnata una parte secondo la quale deve comportarsi.
Ciascuno è obbligato a seguire il ruolo e le regole che la società impone, anche se l’io vorrebbe manifestarsi in modo diverso: solo per l’intervento del caso può accadere di liberarsi di una forma per assumerne un’altra, dalla quale non sarà più possibile liberarsi per tornare indietro. L’uomo dunque vive portando una maschera dietro la quale si agita una moltitudine di personalità diverse e inconoscibili.
Queste riflessioni trovano la più esplicita manifestazione nel romanzo Uno, Nessuno e Centomila:
● Uno: perché ogni persona crede di essere un individuo unico.
● Centomila: perché l’uomo ha, dietro la maschera, tante personalità.
● Nessuno: perché se l’uomo ha centomila personalità diverse è come se non ne possedesse nessuna, nel continuo cambiare non è capace di fermarsi nel suo vero “io”.
La reazione al relativismo: La reazione al relativismo si divide in
Reazione passiva, Reazione ironico-umoristica e in Reazione drammatica.
Reazione passiva
L’uomo accetta la maschera, che lui stesso ha messo o con cui gli altri tendono a identificarlo. Vive nell’infelicità, con la coscienza della frattura tra la vita che vorrebbe vivere e quella che gli altri gli fanno vivere per come essi lo vedono. Questa è la reazione tipica delle persone più deboli come si può vedere nel romanzo Il fu Mattia Pascal.
Reazione ironico - umoristica
Il soggetto non si rassegna alla sua maschera però accetta il suo ruolo con un atteggiamento ironico, aggressivo o umoristico.
Reazione drammatica
L’uomo si renderà conto che l’immagine che aveva sempre avuto di sé non corrisponde in realtà a quella che gli altri avevano di lui e cercherà in ogni modo di carpire questo lato inaccessibile del suo io.
Vuole togliersi la maschera che gli è stata imposta e reagisce con disperazione. Non riesce a strapparsela e allora se è così che lo vuole il mondo. Si chiuderà in una solitudine disperata che lo porta al dramma, alla pazzia o al suicidio. Da tale sforzo verso un obiettivo irraggiungibile nascerà la voluta follia.



